Emergenza COVID-19 in Burkina Faso

Apr 10, 2020 by Editor in  #GlobalHealthNow

In Burkina Faso, il COVID-19 ha fatto il suo ingresso ufficiale a fine Febbraio, con una coppia che aveva soggiornato in Europa, in un’area epidemica. In un mese, i casi accertati sono diventati 150, con 7 decessi, ed il Paese é al momento il più colpito tra quelli dell’Africa Occidentale, ed il secondo in Africa Sub-sahariana.

Questi dati, ottenuti tramite il monitoraggio di alcuni casi importati e dei loro contatti, nascondono probabilmente una realtà più grave. Il Governo, che ne é consapevole, ha infatti deciso di chiudere le frontiere, dichiarare il coprifuoco notturno e sospendere i trasporti collettivi. Le scuole sono state chiuse e sono stati vietati culti di gruppo nelle moschee e nelle chiese. Non é più possibile entrare o uscire dalle città in cui sia stato dichiarato anche un solo caso, inclusa la Capitale Ouagadougou, dove é registrato il principale focolaio, e dove tutti i principali  mercati sono stati chiusi.

L’applicazione di queste misure, che altrove sembrano efficaci, si scontra in Burkina con la realtà socio-economica locale: la maggioranza degli abitanti delle città vive di commercio informale e di scambi con le aree rurali circostanti. D’altra parte, però, il Burkina può puntare essenzialmente sulla prevenzione, perché il trattamento dei casi sarà difficile, visto che i letti di rianimazione sono in totale una ventina per oltre 20 milioni di abitanti e che nelle strutture sanitarie le misure di protezione sono sempre state carenti. 

Inoltre, in Burkina, il COVID-19 é arrivato in un momento critico in quanto l’insurrezione jihadista ha sottratto al controllo statale un terzo del territorio, dove molti centri di salute non sono più funzionali. La guerra ha costretto quasi un milione di persone ad abbandonare i propri villaggi. Ed ora inizia il periodo di saldatura tra i due raccolti, durante il quale la maggioranza della popolazione consuma, se va bene, un solo pasto al giorno. 

Un ultimo fattore che rende la situazione più grave rispetto ad altre epidemie (meningite, AIDS…) contro le quali il Burkina ha lottato é che i partner internazionali a cui abitualmente fa ricorso sono oggi impegnati a fronteggiare il COVID-19 sul loro proprio territorio.

Anche per noi di Medicus Mundi Italia in Burkina la situazione è inedita in quanto, in Italia, il personale sanitario membro dell’ONG è in prima linea nella cura del COVID-19, e ci può quindi fornire meno supporto ed assistenza tecnica.

Nonostante questo e le crescenti difficoltà logistiche, cerchiamo però di proseguire le nostre attività di prevenzione e cura della malnutrizione nella Regione del Centro Ovest con il contributo dell’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo, convinti che questo serva anche a limitare la gravità dell’epidemia. Fino ad ora, nel mondo, la popolazione infantile é stata relativamente risparmiata dal COVID-19, ma nei Paesi colpiti per primi lo stato nutrizionale dei bambini era soddisfacente, mentre in Burkina uno su dieci soffre di malnutrizione acuta e uno su quattro di malnutrizione cronica.

Come attività specifica di lotta al COVID-19, siamo membri dell’équipe di intervento rapido del Centro Ovest, incaricata delle attività di conferma dei casi e del monitoraggio dei contatti nella Regione.

Medicus Mundi Italia é in Burkina da 25 anni ed ha partecipato con il Burkina ad altre battaglie sanitarie. Cercheremo di fare la nostra parte anche questa volta.

 

Dott. Gigi Pietra, referente in Burkina Faso di Medicus Mundi Italia, per #GlobalHealthNow

Innovazioni e del progresso scientifico nella storia delle pandemie

Mag 05, 2020

Emanuele Capobianco (Croce Rossa e Mezza Luna Internazionale) dialoga con Leuconoe Grazia Sisti, medico ed esperta di Salute Globale, sul ruolo delle innovazioni e del progresso scientifico nella storia delle pandemie.

E’ possibile scaricare a questo link la presentazione di Emanuele Capobianco 200504 Festival Salute Globale CAPOBIANCO

Video registrato live su Facebook il 4 maggio 2020

Disuguaglianze e deumanizzazione: i rischi sociali di Covid-19

Mag 05, 2020

Chiara Volpato, professore ordinario di Psicologia Sociale presso l’Università di Milano-Bicocca, dialoga con Camilla Carabini, editori Laterza, sugli effetti psicologici e sociali della pandemia da coronavirus.

 

Video registrato live su Facebook il 27 aprile 2020

COVID-19: from USA to the South of the World

Apr 16, 2020

Mark Dybul, è professore di medicina e direttore del Center for Global Health Practice and Impact alla Georgetown University. Negli ultimi quindici anni ha guidato le più importanti organizzazioni sanitarie mondiali fra le quali Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria e il Piano di emergenza sull’Aids del Presidente degli Stati Uniti (U.S. President’s Emergency Plan for AIDS Relief – PEPFAR).

Stefano Vella è medico e ricercatore, professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. È stato membro del panel per la stesura delle Linee-Guida WHO sulla terapia dell’infezione da HIV (2013 e 2016) e come Presidente della International AIDS Society (IAS) ha portato nel 2000 la conferenza mondiale sull’AIDS a Durban in Sud Africa, contribuendo quindi a dare vita al grande movimento di attivisti per la lotta alle diseguaglianze nella salute.

Dybul e Vella parlano del Covid-19 partendo dalla situazione attuale negli Stati uniti fino all’esplosiva situazione nel sud del mondo, Africa Sub-sahariana in particolare.

 

Video registered live on Facebook on April 16th